Vuoi un prestito? Prima accendi una polizza sulla vita….
Il decreto liberalizzazioni è a rischio: in Senato c’è stata una tale valanga di emendamenti che Alemanno ha chiuso le scuole. La lobby dei farmacisti sta bloccando l’apertura di nuovi punti vendita, tanto che la domenica la gente ricomincerà ad entrare in chiesa sperando sia una farmacia aperta. Marcia indietro anche sui taxi: decideranno i comuni. In pratica, le nuove licenze saranno così rare e così ambite che l’assegnazione avverrà in diretta tv, a mezzanotte del 31 dicembre su Raiuno. Unica nota positiva: per evitare frodi a Rc auto, nasce l’Anagrafe dei Testimoni, un registro che punta a individuare tutti quelli che si sono arricchiti ai danni delle compagnie assicurative testimoniando il falso in cambio di denaro. Berlusconi è corso su Amazon a ordinarne una copia. Il capitolo che riguarda le banche liberizza così poco che i magistrati hanno predisposto una perizia calligrafica: sospettano che lo abbia scritto Gasparri. Le banche, prima di concedere un piccolo prestito, potranno chiedere di sottoscrivere una polizza sulla vita. Ottenere un prestito da una banca è diventato così difficile che ieri nella mia filiale hanno fatto irruzione quattro tizi con le maschere di Regan, Nixon, Carter e Johnson: volevano accendere un mutuo (Il mestiere delle banche, in teoria, è quello di prestare soldi. ma la prima cosa che ti chiede una banca quando domandi un prestito è: «Ce li ha i soldi?». Chi si credono di essere, il dentista?). La buona notizia è che c’è anche un capitolo del decreto che favorisce l’apertura di nuove imprese giovanili. La cattiva notizia è che non ha ancora trovato la copertura finanziaria. Per ora il testo consente ai giovani di aprire nuove imprese solo a «Viale dei Giardini» e «Parco della Vittoria». In effetti, nessuno ha mai sentito nominare «la lobby dei giovani».
(Fonte: fornario.comunita.unita.it)